REQUIEM FOR A DREAM (SENSITIVE or SENSIBLE)?
Guarda cosa sono riusciti a fare ai nostri sogni. Li hanno resi precari.
“Ho sognato che in un caldo pomeriggio d'estate vicino a delle dune di sabbia bianca e di roccia nera parlavo con un’amica, ma faticavo a trovare parole, men che meno spiegazioni. Ero calma, ma interamente svuotata di significato.
Non riuscivo a capire perchè tu mi avessi lasciato. “Chiedi troppo”, “vai troppo a fondo”, “scavi dove fa male”. Eppure non mi sembrava che tu avessi ancora voglia di sorvolare il mondo senza una direzione precisa solo per il gusto del volo. Così camminavo, guardando affondare i miei piedi nella sabbia. I pensieri? Se il nostro patto d'amore poteva venir sciolto da una folata che ti avesse portato altrove, a me non sarebbe rimasto altro che il ricordo della forza che mi avevi infuso. Ed ecco spuntare la mia unica certezza: in quel momento non avevo intenzione di dissipare quella forza, rattristandomi. E non l’avrei fatto.
Non cercavo spiegazioni, semplicemente si trattava di continuare a camminare, anche se quel sasso duro e ingombrante in cui si era tramutato il nostro cuore, schiacciava lo sterno. Cercavo di tenere lo sguardo limpido sull’orizzonte, ma c'era troppa sabbia, troppo sole, troppo caldo. Fu così che si levò un'afa avvolgente, a confondere i contorni delle cose. Fu così che il colore delle rocce iniziò a stuprare quello dei miei pensieri”.
“Amore mio, i sogni son desideri di felicità ma anche trasposizioni di stati d'animo interiori. Ribaltamenti della quotidianità, sfoghi di energie che non trovano spazio nel razionale. Entropia sinestetica d'immagini e di aspettative, sensazioni del futuro e del passato che vengono proiettate là davanti come ombre. Immagini false, miraggi mirabili, premonizioni azzeccate quasi mai. Sono forse spunti dell’animo, che invitano a cambiare rotta per prevenire incidenti?
Tu chiedi tanto si, ma è quel che cerco.
Tu sai molto di me, per questo che mi fido.
Tu hai immaginazione, è per questo che ti amo.
Non sarà una folata di vento a portarmi via. Non sarà nemmeno una tempesta. È che a volte devo coltivare il mio bimbo interiore, che non ha più la sua piccola con cui giocare. Così quando scompari nel retrovisore rapidamente, piango mugugno singhiozzo e batto i piedi. Si, sono proprio un maschietto viziato, ma quel che mi fa ridere, è che te ne sei accorta solo ora. Non si può essere severi con l’amore, altrimenti lo si svuota, trasformandolo in una serie di regole di comportamento. Talvolta, con quella frequenza che permette a Luna di baciare Sole, eclissandolo, il desiderio protratto si trasforma in passione infinita.
E saremo uno di due. L’ambivalenza, il nostro fulcro. Un filo doppio che intreccia, sviluppa e avvolge. Solo così saremo capaci di raggiungere quella stanza del sogno che ci unisce. Quel luogo dove ogni notte facciamo l’amore fino all’alba. Dove le cose hanno senso. Dove c’è caldo. In fondo me l’hai insegnato tu. I semi sono piantati. Stiamo crescendo uno nell’altro. Sono solo i sentimenti precari che ci fottono".
"Ora stai zitto. Le radici iniziano a trovare la terra buona, in profondità.
Vieni qui. E abbracciami".
Guarda cosa sono riusciti a fare ai nostri sogni. Li hanno resi precari.
“Ho sognato che in un caldo pomeriggio d'estate vicino a delle dune di sabbia bianca e di roccia nera parlavo con un’amica, ma faticavo a trovare parole, men che meno spiegazioni. Ero calma, ma interamente svuotata di significato.
Non riuscivo a capire perchè tu mi avessi lasciato. “Chiedi troppo”, “vai troppo a fondo”, “scavi dove fa male”. Eppure non mi sembrava che tu avessi ancora voglia di sorvolare il mondo senza una direzione precisa solo per il gusto del volo. Così camminavo, guardando affondare i miei piedi nella sabbia. I pensieri? Se il nostro patto d'amore poteva venir sciolto da una folata che ti avesse portato altrove, a me non sarebbe rimasto altro che il ricordo della forza che mi avevi infuso. Ed ecco spuntare la mia unica certezza: in quel momento non avevo intenzione di dissipare quella forza, rattristandomi. E non l’avrei fatto.
Non cercavo spiegazioni, semplicemente si trattava di continuare a camminare, anche se quel sasso duro e ingombrante in cui si era tramutato il nostro cuore, schiacciava lo sterno. Cercavo di tenere lo sguardo limpido sull’orizzonte, ma c'era troppa sabbia, troppo sole, troppo caldo. Fu così che si levò un'afa avvolgente, a confondere i contorni delle cose. Fu così che il colore delle rocce iniziò a stuprare quello dei miei pensieri”.
“Amore mio, i sogni son desideri di felicità ma anche trasposizioni di stati d'animo interiori. Ribaltamenti della quotidianità, sfoghi di energie che non trovano spazio nel razionale. Entropia sinestetica d'immagini e di aspettative, sensazioni del futuro e del passato che vengono proiettate là davanti come ombre. Immagini false, miraggi mirabili, premonizioni azzeccate quasi mai. Sono forse spunti dell’animo, che invitano a cambiare rotta per prevenire incidenti?
Tu chiedi tanto si, ma è quel che cerco.
Tu sai molto di me, per questo che mi fido.
Tu hai immaginazione, è per questo che ti amo.
Non sarà una folata di vento a portarmi via. Non sarà nemmeno una tempesta. È che a volte devo coltivare il mio bimbo interiore, che non ha più la sua piccola con cui giocare. Così quando scompari nel retrovisore rapidamente, piango mugugno singhiozzo e batto i piedi. Si, sono proprio un maschietto viziato, ma quel che mi fa ridere, è che te ne sei accorta solo ora. Non si può essere severi con l’amore, altrimenti lo si svuota, trasformandolo in una serie di regole di comportamento. Talvolta, con quella frequenza che permette a Luna di baciare Sole, eclissandolo, il desiderio protratto si trasforma in passione infinita.
E saremo uno di due. L’ambivalenza, il nostro fulcro. Un filo doppio che intreccia, sviluppa e avvolge. Solo così saremo capaci di raggiungere quella stanza del sogno che ci unisce. Quel luogo dove ogni notte facciamo l’amore fino all’alba. Dove le cose hanno senso. Dove c’è caldo. In fondo me l’hai insegnato tu. I semi sono piantati. Stiamo crescendo uno nell’altro. Sono solo i sentimenti precari che ci fottono".
"Ora stai zitto. Le radici iniziano a trovare la terra buona, in profondità.
Vieni qui. E abbracciami".
vomitato da ethico | commenti (3)